Un famoso detto barese recita: Se Parigi avesse il mare, sarebbe una piccola Bari.
Chi sente per la prima volta questo famoso motto di solito reagisce in due modi. Se è francese – o proprio di Parigi – storce un po’ il naso ed esclama Ce n’est pas possible!.
Ma se invece non è francese, e tantomeno di Parigi, di solito si guarda intorno e riconosce che effettivamente è proprio vero. Soprattutto se in quel momento si trova in uno dei quartieri più chic e sofisticati della nostra città.
Murat, Umbertino e Madonnella sono i quartieri della città nuova in cui si concentra lo spirito bohémien di Bari, fatto di imponenti palazzi in stile liberty, botteghe artigiane, librerie indipendenti ed eleganti boutique.
In queste strade è possibile incontrare uno squisito cocktail di look retrò e gusto contemporaneo, incorniciato in uno splendido mix di architettura, design urbanizzazione e società che trasforma la nostra Bari in una piccola e squisita Parigi in miniatura.
Il nostro nuovo free tour The Bohémien nasce proprio per restituire ai viaggiatori come te un’esperienza mozzafiato dell’anima più raffinata di Bari, passeggiando tra le grandi vie dello shopping e le coloratissime strade del centro città.
Hai voglia di scoprire tutte le tappe di questo itinerario? Allora continua la lettura!
Via Sparano: la via dello shopping del quartiere Murat
Il nuovo free tour The Bohémien ha inizio in una delle strade più famose del centro di Bari: via Sparano, una tappa imperdibile per chi ama la moda e lo shopping.
Tra le scintillanti vetrine delle boutique, però, è possibile scorgere alcuni dei palazzi che hanno fatto la storia di questa importantissima via del quartiere Murat.
La Chiesa di San Ferdinando
E’ il caso della Chiesa di San Ferdinando, il punto di partenza del nostro free tour, che con il suo curioso color senape spicca tra le insegne di grandi negozi di cosmetica e abbigliamento.
Collocata al centro esatto di via Sparano, questa chiesa dall’architettura massiccia e insolita racconta una storia degna dei migliori romanzi picareschi.
La Chiesa di San Ferdinando fu infatti costruita nel lontano 1843 su commissione di Ferdinando II, allora sovrano del Regno delle Due Sicilie.
Il progetto originale prevedeva una semplice chiesa in stile neoclassico, ma quando la struttura fu ultimata la comunità dei baresi non esitò a rinominare il nuovo edificio religioso “una bella stalla”.
La prima Chiesa di San Ferdinando presentava sull’ingresso 2 grosse colonne con capitelli ionici, sormontate da un grosso orologio, e delle facciate laterali con 2 ordini di finestre lunate. Insomma, non proprio un capolavoro di design.
Nel 1934, allora, questa povera chiesetta fu sottoposta ad ampi lavori di restauro. Tra le altre cose, fu tolto l’orologio dalla facciata principale e vennero aggiunti dei grossi scaloni.
Così la Chiesa di San Ferdinando assunse l’aspetto severo e vagamente littorio che possiamo ammirare ancora oggi.
Palazzo Mincuzzi
Procedendo lungo Via Sparano, arriviamo alla seconda fermata del nostro free tour The Bohémien.
Si tratta di uno sfarzoso palazzo in stile Art Nouveau sormontato da una grossa cupola verde, che giganteggia lungo la famosa via dello shopping: Palazzo Mincuzzi.

Con la sua facciata in mattoni rossi e decorata da capitelli, Palazzo Mincuzzi è oggi la sede della boutique di un famoso brand di moda.
Ma la sua storia inizia nel 1928, quando furono ultimati i lavori dell’architetto Aldo Forcignanò e il palazzo venne inaugurato come sede dell’atelier della famosa famiglia barese Mincuzzi.
La struttura di Palazzo Mincuzzi si ispira al design architettonico di alcune delle maggiori capitali europee tra cui, non a caso, figura proprio Parigi.

Questa stupefacente struttura divenne presto uno dei simboli più iconici di via Sparano e della ricca vita mondana della borghesia barese.
Basti immaginare che l’ultimo piano di Palazzo Mincuzzi era spesso utilizzato come sala da ballo durante le grandi feste dell’alta società cittadina.
Il quartiere Umbertino: tra teatri e palazzi liberty
Il nostro free tour The Bohémien prosegue verso il quartiere Umbertino, che occupa il primo posto sul podio delle zone più eleganti di Bari grazie al tripudio di teatri e sofisticati palazzi liberty lungo le sue vie.
Prima di addentrarci nelle strade di questa zona très chic, però, sostiamo sul margine estremo che separa il quartiere Umbertino dal quartiere Murat per scoprire la storia di due palazzi impegnati da quasi un secolo in una lotta senza esclusione di colpi… di architettura!
Il Teatro Petruzzelli
E’ il quarto teatro più grande d’Italia e sul suo palco ha danzato il famoso Rudolf Nureyev: il Teatro Petruzzelli si staglia con la sua facciata in mattoni rossi sul corso che separa il quartiere Murat dall’Umbertino.

Inaugurato nel 1903, il Teatro Petruzzelli è senza dubbio uno dei teatri più famosi della nostra città anche per via della sua storia travagliata.
Nel 1991, mentre andava in scena la celebre opera Norma di Bellini, un vasto incendio rase al suolo l’antica struttura in legno di questo teatro.
Le cause di questo disastro sono ancora oggi sconosciute, ma il rogo del Petruzzelli scrive una pagina tristissima della storia della nostra città.
Dopo quasi 20 anni di lavori di restauro, nel 2009 il Teatro Petruzzelli è stato restituito ai baresi secondo il principio architettonico del “dov’era, com’era”.
La struttura che possiamo visitare oggi, infatti, è identica in tutto a quella originale… tranne che per un dettaglio.
Prima dell’incendio del 1991, la sala del Teatro Petruzzelli era sormontata da una gigantesca cupola affrescata. Purtroppo questi affreschi sono stati distrutti dalle fiamme, rendendo impossibile la loro ricostruzione.
Per questo adesso la cupola del Petruzzelli si staglia come una grande tela bianca, quasi come una cicatrice del terribile incidente.
Palazzo Scattarelli
Proprio di fronte al magnifico Teatro Petruzzelli sorge un grandioso palazzo dall’aspetto austero.
Si tratta di Palazzo Scattarelli, un edificio che con la sua imponenza sembra voler farsi beffe dell’elegante teatro barese.
Questo palazzo fu costruito nel 1915 su richiesta di Nicola Scattarelli, un venditore di tessuti che era stato dipendente di Antonio e Onofrio Petruzzelli, i proprietari del famoso teatro politeama.
Leggenda vuole che tra i fratelli Petruzzelli e il signor Scattarelli non corresse proprio buon sangue, soprattutto a seguito delle dimissioni di quest’ultimo.
Così, quando Nicola Scattarelli riuscì a sbarcare il lunario grazie alla sua attività di commerciante, per ripicca fece costruire un palazzo a suo nome proprio di fronte al gioiellino dei suoi ex datori di lavoro!
I palazzi liberty del quartiere Umbertino
Superando il Teatro Petruzzelli, ci affacciamo finalmente nel del quartiere Umbertino.
Proprio qui sorgono alcuni dei palazzi liberty più belli e caratteristici di Bari, distanti l’uno dall’altro solo pochi metri.

Il primo che incontriamo sul nostro percorso è forse l’edificio più fotografato di Bari: il Palazzo degli Impiegati Statali.
La sua facciata art-déco colorata di bianco e rosso salta subito all’occhio, anche grazie alla geometria quasi perfetta della sua struttura.
Realizzato nel 1926, questo splendido palazzo ospitava gli appartamenti di impiegati pubblici che ricoprivano posizioni di prestigio nella città di Bari, come professori universitari e magistrati.
Spostandoci di pochi metri incontriamo un altro coloratissimo edificio realizzato in stile liberty europeo: Palazzo Gomes.
La sua facciata amaranto è abbellita da fiori in marmo stilizzati e da persiane in legno color smeraldo, mentre ai lati dell’edificio sono collocati due stemmi che riportano la data “1910”, anno di costruzione del palazzo.
Poco distante da Palazzo Gomes sorge un’altro edificio dall’architettura affascinante: il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese.

L’edificio fu progettato e costruito tra il 1930 e il 1937 dal giovane ingegnere Cesare Brunetti, che si ispirò allo stile del romanico pugliese.
La facciata bianca del palazzo è realizzata infatti in pietra di Trani e decorata da intarsi in stile neo-liberty che richiamano la bellezza e la preziosità dell’acqua.
Poco lontano ci imbattiamo in un alto palazzo rosa sormontato da due piccoli torrini sul soffitto.
Si tratta dell’ex Albergo Miramare, realizzato nel 1927 mescolando suggestioni architettoniche di gusto classico, barocco e romantico.
Ma ciò che rende davvero suggestivo questo edificio è l’ampio terrazzo panoramico dell’ultimo piano, da cui è possibile ammirare nella sua interezza il Lungomare di Bari.
Il nostro tour del quartiere Umbertino si conclude in Via Imbriani, il cui isolato è interamente dominato dalla facciata dell’antico Palazzo De Giglio.
Realizzato nel 1912, questo splendido palazzo era la residenza privata del Cavaliere Francesco De Giglio ed è caratterizzata da una magnifica facciata che unisce elementi del tardo liberty e del neoclassico.
Il quartiere Madonnella: tra nobile e popolare
Le ultime tappe del nostro free tour The Bohémien ci accompagnano all’interno di Madonnella, uno dei quartieri più antichi e sfaccettati della nostra città.
Tra basse casette colorate, piccole librerie indipendenti, graziosi negozi vintage e larghe piazze circondate da palazzi in stile liberty, Madonnella colpisce per la ricchezza di contrasti che convivono lungo le sue strade.
Il teatro Kursaal Santa Lucia
Il nostro itinerario del quartiere Madonnella inizia da un teatro che conserva il fascino bohémien del vicino quartiere Umbertino: il Teatro Kursaal Santa Lucia.
Con la sua facciata in stile liberty italiano, questo piccolo teatro rientra a pieno titolo tra i palazzi più belli (e più fotografati!) di Bari.

Commissionato nel 1925 dalla prestigiosa famiglia dei Santalucia, questo teatro politeama nasce con l’intento di fare concorrenza ad altri storici teatri baresi.
Ispirato alle kursaal del Nord Europa, locali mondani con sale da ballo, il Teatro Kursaal riscosse un immediato successo proponendo spettacoli di prosa, balletto e operette.
Con l’avvento del fascismo e durante la Seconda Guerra Mondiale, però, iniziò il lento declino del Teatro Kursaal.
Nel 1936 si trasformò in un centro ricreativo per la piccola borghesia, cambiando nome in “Dopolavoro delle Forze Civili”.
Anche dopo la fine del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale il Teatro non tornò alla sua funzione originaria. Al suo interno ospitava un cinema modesto, dove venivano proiettate pellicole di scarsa qualità.
Fu nel 1981 che il Teatro sembrò tornare alla gloria di un tempo. Grazie a imponenti lavori di restauro, il Kursaal riaprì le sue porte con una nuova direzione artistica affidata al famoso attore italiano Gigi Proietti.
Il successo del Teatro durò fino al 2011, quando ebbe inizio un nuovo lungo periodo di abbandono che terminò solo nel 2019 con l’inizio di nuovi lavori di restauro.
Nel 2021 il Teatro Kursaal Santa Lucia viene finalmente restituito ai baresi come teatro pubblico politeama… e come museo!

La Chiesa della Beata Vergine Immacolata
A pochi metri dal teatro Kursaal e proprio al confine tra Madonnella e quartiere Umbertino sorge una modesta chiesetta color sabbia che al suo interno nasconde affreschi sorprendenti.
Si tratta della Chiesa della Beata Vergine Immacolata, inaugurata nel 1926 nello stesso palazzo che per lungo tempo ospitò – strano, ma assolutamente vero – una casa chiusa.
L’edificio venne rilevato dalla congregazione dei Frati Cappuccini, che si occuparono della restaurazione e della conversione del palazzo in luogo di culto.
Questi lavori di riqualificazione furono possibili anche grazie alla collaborazione dei due famosi artisti Mario Prayer e Umberto Colonna, che decorarono gli interni e l’abside con splendidi affreschi e dipinti ispirati alla religione cristiana.

Prinz Zaum, la libreria dentro una latteria
Quando si passeggia per Madonnella, non si può fare a meno di visitare uno dei poli culturali più famosi e frequentati della nostra città: Prinz Zaum.
Prinz Zaum nasce come piccola libreria indipendente e negli ultimi anni si è evoluta in un vero e proprio caffè letterario che ospita concerti, reading, presentazioni e dibattiti culturali.

Quello che rende Prinz Zaum così speciale, però, è proprio l’edificio in cui sorge la sua sua sede.
Gli scaffali e il bancone di questa libreria hanno riportato in vita un luogo prezioso per la cultura popolare di Bari: la storica Latteria Principe.
Per oltre 80 anni, la Latteria Principe ha fornito latte, formaggi, panna e addirittura gelati a tutti gli abitanti del quartiere Madonnella e Umbertino.
La sua fama era tale che ancora oggi, specie nelle contrade più popolari, una persona con un seno molto prosperoso è solita sentirsi dare da amici e parenti il soprannome di “Latteria Principe”!
Le ultime tappe del free tour: Piazza Diaz e Largo Giannella
Il viaggio del nostro free tour The Bohémien non può che terminare davanti al Lungomare di Bari, a pochi passi dal quale sorge un piccolo parco giochi pieno di luci e grida di bambini.
Tra trenini, scivoli, altalene e l’immancabile carosello, Piazza Diaz è una piccola isola dedicata all’infanzia e alla spensieratezza a pochi passi dalle case popolari di Madonnella.

Queste sono le uniche giostre elettriche permanenti di Bari, che da più di 30 anni animano i pomeriggi e le sere d’estate per tutti i bambini del quartiere.
Proprio di fronte ai giochi dei bambini, si apre un’ampia piazza circolare che affaccia sul Lungomare di Bari.
Si tratta di Largo Giannella, l’ultima tappa del nostro free tour The Bohémien. Ed è proprio qui, tra il mare e i palazzi di Madonella, che sentiamo più forte e via l’anima eclettica e variopinta della nostra bellissima città.

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